di Michelangelo Sala
La passione per il gioco, per la maggior parte dei bambini, nasce come un impulso primordiale, cโรจ un pallone che rotola e lโistinto รจ di prenderlo con le mani e palleggiare oppure di calciarlo.
Nella mia infanzia il pallone รจ il protagonista principale di tutte le mie giornate, ne sanno qualcosa le mie tre sorelle piรน grandi che mi hanno sopportato abbastanza quando ero bambino e stavo sempre a giocare in casa con ogni cosa avesse la forma di una palla. Da lรฌ nasce la passione per due sport meravigliosi che mi hanno accompagnato dallโinfanzia allโadolescenza: il calcio e il basket.
Poi arriva quel momento in cui le pareti o il giardino di casa diventano improvvisamente troppo stretti e vai alla ricerca di nuovi spazi, di nuovi amici e di opportunitร che alimentano sempre piรน quella passione.
Per me quella ricerca fu davvero speciale, perchรฉ quello che cercavo era racchiuso in quei pochi metri quadrati che dal Campo Municipale portavano alla โPeppe Casanoโ prima e alla โFortunato Bellinaโ dopo.
Ho passato praticamente tutti i miei pomeriggi dai 12 ai 18 anni in quel perimetro di Marsala, dapprima allo stadio municipale a giocare a calcio e subito in palestra per il basket.
Eppoi la fortuna, quella fortuna di essere bravino in tutti e due gli sport, ma ancor di piรน di avere compagni di categoria davvero cosรฌ forti, che sia nel Basket che nel calcio, che ogni anno si arrivava alle finali regionali,
Nel calcio poi avevo dei compagni cosรฌ bravi che per due anni consecutivi abbiamo vinto il titolo allievi regionali al termine di stagioni indimenticabili.
Quella squadra davvero invincibile in Sicilia, nacque mettendo insieme i migliori ragazzi che giocavano nella Fulmine con quelli che giocavano nella P.L.O. Pizzo, che allora a livello giovanile rappresentavano le due squadri piรน forti del territorio locale.
Lโidea di mettere insieme il meglio del calcio giovanile Lilybetano di allora venne a coloro che erano i responsabili delle due squadri giovanili, Pasquale Bertolino (detto Cavatune) e Antonino Pace (detto U Zi Nino) e fu unโintuizione grandiosa.
Misero da parte lโantagonismo che cโera fra quelle squadre e quei ragazzi per farne una sola che dominรฒ il calcio giovanile siciliano per due anni consecutivi.
Ricordo perfettamente il giorno in cui mi recai al famoso โcampo gialloโ per entrare a far parte di quella selezione, trovai tutti quei ragazzi della mia etร che erano giร delle celebritร locali per via del loro straordinario talento.
Per me non fu facile fare parte di quella squadra, tantissima era la concorrenza e soprattutto alcuni erano cosรฌ bravi che erano praticamente insostituibili, ma grazie alla straordinaria passione che avevo per il calcio e anche a quel ruolo di equilibratore del centrocampo, che svolgevo con parecchia diligenza e acume tattico, entrai nelle grazie dellโallenatore e dei ragazzi piรน grandi.
Fu una grande soddisfazione, anche perchรฉ il primo anno della categoria allievi ero un sotto etร e giocavo con ragazzi che erano quasi 2 anni piรน grandi me.

La squadra del primo anno era davvero formidabile, ricordo tutti gli undici titolari: in porta Piero Scavone ( che purtroppo ci ha lasciati qualche anno fa per una brutta malattia) terzino destro Massimo Perricone, centrali Alberto Davoli (capitano) e Peppe Licari, terzino sinistro Antonio DโAmico, a centrocampo eravamo in tre, io vertice basso e le due mezzali Daniele Li Causi e Giovanni Pinto, le tre punte erano davvero formidabili, veloci , tecniche e facevano letteralmente ammattire tutte le difese che incontravamo ed erano Salvatore Barba, Giuseppe Clemente e Felice Barracca. Non so quanti gol fecero quei tre, ma erano cosรฌ bravi che per noi centrocampisti bastava semplicemente mettere la palla nello spazio davanti e poi al resto ci pensavano loro. Spesso fra i titolari cโera anche Nino Gambicchia, unโala sgusciante, imprendibile e imprevedibile, poi cโerano una serie di giovani che venivano con noi per fare esperienze e soprattutto nelle fasi iniziali che erano piรน semplici, spesso giocavano anche loro, fra questi ricordo Salvatore Pinto, Lombardino, Giacalone, Valenti.
Era la stagione 1983/1984 e in finale vincemmo contro lโAcireale per 3-1 con una doppietta di Clemente e un gol straordinario negli ultimi minuti di Daniele Li Causi, che partรฌ dalla nostra metร campo in contropiede e scartรฒ tre avversari piรน il portiere per mettere il sigillo definitivo a quel primo titolo regionale.

Nel secondo anno, stagione 1984/85 lโossatura della squadra era piรน o meno la stessa, uscirono per limiti di etร Davoli, DโAmico, Li Causi, Barba e Scavone ed entrano altri ragazzi altrettanto validi come Giacalone, Ardagna, Rallo, Alagna e Francesco Pizzo, praticamente sei undicesimi erano gli stessi dellโanno prima a conferma di una nidiata davvero eccellente.

Il secondo anno vincemmo in finale per 3-0 contro il Ribera, primo gol del capitano Giovanni Pinto, poi credo che anche lรฌ timbrรฒ il cartellino Clemente, attaccante dal sinistro chirurgico, e sicuramente Felice Barracca (detto u Zaccagnino), giocatore dalle qualitร calcistiche uniche, ancora oggi non mi spiego come non sia arrivato in serie A. In realtร tanti ragazzi erano davvero bravi, ma probabilmente allora, per noi dellโestremo sud era difficile se non impossibile emergere nei palcoscenici piรน importanti del calcio italiano.
Di quel periodo, mi piace sottolineare la lungimiranza di quei personaggi, magari meno colti dei responsabili dei vari settori giovanili locali di adesso, ma sicuramente piรน capaci e meno ignoranti, perchรฉ unendo le forze di quelle squadre diedero vita ad una formazione invincibile, che giocava davvero bene con alcune individualitร straordinarie, e soprattutto perchรฉ hanno permesso a quei ragazzi di vivere delle esperienze irripetibili e se ancora oggi li ricordiamo come i migliori anni della mia vita, tanto lo dobbiamo a loro.
Ricordo spesso la Tribuna del Municipale piena per vederci giocare, cosรฌ come quando andavamo a Mazara o Trapani cโerano quasi 400 spettatori sugli spalti per assistere a quei derby incandescenti, cosa che per quei tempi era davvero eccezionale per partite del settore giovanile.

In pratica sia Pasquale che u Zi Nino hanno messo davanti a tutto gli interessi di quei ragazzi, piuttosto che il loro orgoglio personale, giocava chi meritava, in tutti i sensi, perchรฉ se cโera qualcuno che sbagliava rimaneva fuori.
Non avevano partecipato a corsi Uefa, nรฉ avevano studiato teorie sportive, o avevano partecipato a stage formativi, non millantavano conoscenze con queste o quelle societร , ma conoscevano i ragazzi, le loro diverse psicologie, le loro diverse caratteristiche tecniche, sociali e umane, le loro virtรน e le loro debolezze. Eravamo tutti simili, ma profondamente diversi, e riuscire ad assemblare in un unico gruppo invincibile quelle caratteristiche non derivava da nessuno studio, ma solo dalla conoscenza pratica delle cose, perchรฉ puoi studiare quanto vuoi, ma solo il campo ti dร quelle conoscenze che nessuna teoria, anche la migliore o quelle piรน importanti, ti possono dare.
Lo ribadisco, se ce ne fosse bisogno, quegli anni per me non solo sono i piรน belli e indimenticabili della mia vita, ma anche quelli che, in valore assoluto, mi hanno insegnato piรน di ogni altra cosa.
Per questo spero che i vari responsabili di settori giovanili e di scuole calcio che ci sono oggi nel territorio marsalese mettano da parte le loro idiozie, si proprio cosi, idiozie e le loro sbagliate convinzioni e il loro inutile orgoglio, per formare, da una certa etร in poi, unโunica squadra giovanile di eccellenza con i migliori talenti del territorio.
Solo cosรฌ fareste il vero interesse dei ragazzi che militano nelle vostre squadre o che frequentano le vostre scuole calcio; magari gli attuali responsabili del settore giovanile del Marsala 1912 si facciano carico di questo progetto e di questo percorso.
Pensate che a distanza di oltre 40 anni, noi tutti ricordiamo quel periodo meraviglioso, quelle esperienze irripetibili, e ancora oggi ringraziamo quei personaggi storici che ci hanno consentito di viverlo.
Purtroppo alcuni di quei meravigliosi ragazzi, oggi non ci sono piรน e anche a loro รจ dedicato questo mio pensiero, perchรฉ รจ bello ricordali con quel sorriso, con quella gioia tipica di un adolescente che coltiva la sua massima passione: โlโamore per il calcioโ.
































