
Nel calcio, come nella vita, ci sono notizie che non possono essere trattate come semplici aggiornamenti di mercato o indiscrezioni da spogliatoio. La salute e la vita di una persona appartengono a una sfera che dovrebbe imporre una regola fondamentale: verificare prima di pubblicare.
ร quanto accaduto con Franco Baresi, leggenda del Milan e del calcio italiano, protagonista suo malgrado di una clamorosa falsa notizia sulla propria morte, diffusasi rapidamente sul web e ripresa anche da alcune testate giornalistiche di grande prestigio.
Nel giro di pochi minuti, la rete รจ stata invasa da messaggi di cordoglio, ricordi emozionati e celebrazioni per una bandiera che ha scritto pagine indelebili della storia rossonera e della Nazionale. Migliaia di tifosi hanno salutato virtualmente il capitano del Milan degli anni dโoro, convinti che fosse arrivato il momento dellโaddio.

Peccato, anzi menomale, che la notizia fosse falsa.
A ristabilire la veritร รจ dovuto intervenire direttamente il Milan, attraverso una nota ufficiale pubblicata sui propri canali:
โAC Milan smentisce le false notizie circolate in questi minuti riguardanti Franco Baresi. Franco sta affrontando un momento delicato e il Club gli รจ accanto con affetto, cosรฌ come alla sua famiglia. Invitiamo tutti a rispettare la sua privacy e a non contribuire alla diffusione di informazioni prive di qualsiasi fondamentoโ.
Una smentita che arriva dopo una vera e propria corsa alla pubblicazione. Una gara contro il tempo che, ancora una volta, mette in discussione un certo modo di fare informazione nellโera dei social: prima arrivare, poi eventualmente controllare.
Tra le testate che avevano rilanciato la notizia anche il Corriere della Sera, uno dei quotidiani italiani piรน autorevoli. Lโarticolo รจ stato successivamente rimosso, cosรฌ come accaduto per altri organi di informazione, ma senza una chiara presa di posizione pubblica, senza una rettifica evidente e senza quelle scuse che, in casi cosรฌ delicati, dovrebbero rappresentare un atto di responsabilitร nei confronti dei lettori e soprattutto della persona coinvolta.
Lโerrore giornalistico puรฒ capitare, ma quando riguarda la morte di una persona โ e ancora di piรน di un personaggio pubblico amato da milioni di appassionati โ non puรฒ essere considerato un semplice incidente di percorso. Una notizia falsa sulla scomparsa di qualcuno non รจ un normale refuso: genera dolore, alimenta reazioni emotive e coinvolge familiari, amici e tifosi.
Anche il mondo della politica รจ stato coinvolto nella vicenda. Il vicepremier Matteo Salvini, noto tifoso milanista, aveva pubblicato un messaggio di addio dedicato al capitano rossonero: โIl vero Milan, il vero Calcio. Vola con la tua curva Capitano, sei stato e sarai per sempre la nostra bandieraโ, salvo poi cancellarlo dopo la smentita.
Questa vicenda dovrebbe far riflettere soprattutto il mondo dellโinformazione sportiva, dove la velocitร รจ diventata spesso un valore assoluto. Ma una redazione non dovrebbe mai confondere la rapiditร con la qualitร . Il giornalista non deve essere semplicemente il primo a pubblicare una notizia: deve essere colui che garantisce che quella notizia sia vera.
Franco Baresi, simbolo di eleganza, correttezza e professionalitร , merita rispetto. E proprio il rispetto dovrebbe essere il primo principio anche per chi racconta lo sport.
La caccia al clic, alla condivisione e al primato sulla concorrenza non puรฒ mai prevalere sul dovere piรน importante del giornalismo: raccontare la veritร .


































