
Capita. Capita, in un mondo malato, che per colpa di pochi si finisca per punire tutti. Capita che si vietino le trasferte, che la passione venga mortificata, quasi trattata come qualcosa di cui vergognarsi.
Eppure la passione non si puรฒ vietare.
Da bambino sentivo parlare degli hooligans, degli stadi trasformati in campi di battaglia, di violenze che nulla avevano a che fare con il calcio. Poi sono arrivate regole piรน severe, controlli, restrizioni. In molti casi era necessario. Ma il rischio รจ che, nel tentativo di colpire chi sbaglia, si finisca per togliere qualcosa anche a chi vive il calcio semplicemente per amore.
Non si puรฒ e non si deve impedire a un tifoso di urlare a squarciagola per la propria squadra. Di passare novanta minuti in piedi. Di non vedere magari nemmeno un’azione perchรฉ รจ girato verso la curva a guidare un coro. Di percorrere chilometri soltanto per esserci.
Perchรฉ il calcio, prima ancora dei contratti, delle televisioni e degli interessi economici, รจ della gente.
Puoi chiudere un settore. Puoi vietare una trasferta. Puoi impedire a qualcuno di entrare in uno stadio.
Ma non puoi impedire a una passione di scorrere nelle vene.
Quella trova sempre il modo di sopravvivere.
Perchรฉ il calcio senza tifosi puรฒ anche continuare a giocarsi.
Ma non sarร mai la stessa cosa.
































