Ci sono storie che parlano di sport, altre che raccontano di scuola. E poi ce ne sono alcune che riescono a insegnare molto di piรน, senza bisogno di alzare la voce.
Quella di Giuseppe Mistretta รจ una di queste.
L’accoglienza ricevuta a Palazzo Municipale dalla sindaca Andreana Patti rappresenta un riconoscimento meritato per un ragazzo che, ogni giorno, affronta la vita con una forza fuori dal comune. Affetto da atrofia muscolare spinale, Giuseppe comunica attraverso il movimento degli occhi grazie a un software speciale, con il quale ha persino scritto il tema del suo esame di terza media.
Tra le parole che piรน colpiscono c’รจ una frase semplice, ma profondissima: “Mi spaventa che nella scuola superiore non venga accolto, se i miei nuovi compagni non mi aiuteranno come invece hanno fatto quelli della media.”
ร una paura autentica, che dovrebbe far riflettere tutti noi. Perchรฉ l’inclusione non si costruisce con gli slogan, ma con i gesti quotidiani di compagni, insegnanti e famiglie.

Da docente, queste parole mi hanno toccato nel profondo. Ho insegnato due anni fa proprio al plesso Ranna dell’Istituto Comprensivo “Mario Nuccio”. Giuseppe non รจ mai stato un mio alunno, ma ho avuto la fortuna di incontrarlo e di parlare con lui. Ogni volta รจ stato impossibile trattenere le lacrime. Non per pietร , ma per l’emozione che trasmette la sua straordinaria voglia di vivere, il suo sorriso e la sua capacitร di affrontare ogni ostacolo con una dignitร che lascia senza parole.
E poi c’รจ lo sport. Giuseppe รจ anche campione nazionale ai Giochi della Gioventรน Paralimpici negli 80 metri piani, un traguardo che racconta quanto la determinazione possa superare limiti che molti considerano invalicabili.
Oggi Marsala rende omaggio a un suo giovane cittadino. Ma forse siamo noi a dover ringraziare Giuseppe. Perchรฉ la sua storia ci ricorda che il coraggio non รจ non avere paura: รจ andare avanti nonostante la paura.
A lui va l’augurio che la nuova scuola sappia accoglierlo con lo stesso affetto e la stessa sensibilitร che ha trovato alla “Mario Nuccio”. Perchรฉ ragazzi come Giuseppe non hanno bisogno di compassione, ma di opportunitร . E la sua vita รจ giร la dimostrazione piรน bella che non bisogna arrendersi mai.































