audio: Volare (Nel Blu Dipinto Di Blu)
Cè un filo invisibile che lega l’identità visiva di una squadra alla passione della sua gente, nel caso del Marsala 1912 questo racconto si sviluppa anche attraverso colori, dettagli grafici e richiami monumentali che raccontano la città dentro ogni cucitura delle nuove divise.
La redazione di MarsalaSport.com ha analizzato la nuova collezione Erreà mettendola a confronto con quella della passata stagione, ripercorrendo anche le scelte che inizialmente avevano fatto discutere una parte della tifoseria.
Le nuove maglie Erreà raccontano molto più di una semplice stagione sportiva, raccontano un progetto, una visione e il desiderio di costruire un’identità forte attorno ai colori della città.
Ci sono maglie che servono soltanto a distinguere una squadra sul terreno di gioco e poi ci sono maglie che diventano simboli, raccontano una città e trasmettono appartenenza, quelle presentate dal Marsala 1912 per la stagione 2026/27 appartengono senza dubbio alla seconda categoria. La nuova collezione firmata Erreà rappresenta il naturale proseguimento del percorso iniziato nel 2025 con l’arrivo della nuova proprietà guidata dal presidente Angelo Casa, l’imprenditore che ha impresso al club una direzione ben precisa: organizzazione, programmazione, valorizzazione del marchio e costruzione di una forte identità visiva, oltre che sportiva.
Partiamo dalla passata stagione, dal nuovo stemma e dal rosa della seconda maglia alle divise 2026/27, il Marsala 1912 continua il proprio percorso di rinnovamento senza dimenticare oltre un secolo di storia.
Dalle polemiche alla consapevolezza, il nuovo stemma, essenziale, moderno e proiettato al futuro.
Ha rappresento probabilmente il cambiamento più evidente e ogni cambiamento importante porta inevitabilmente con sé discussioni.
Lo scorso anno il dibattito tra i tifosi si concentrò principalmente su due aspetti. Da una parte il nuovo stemma societario, che sostituiva il tradizionale emblema con Apollo e la lira, dall’altra la scelta, decisamente coraggiosa, della seconda maglia rosa. Sui social e tra gli appassionati non mancarono osservazioni, confronti con il passato e qualche inevitabile nostalgia.
Col passare dei mesi, però, quelle che inizialmente sembravano semplici scelte di marketing hanno iniziato a mostrare una logica ben precisa, costruire un’identità nuova, riconoscibile e moderna, mantenendo comunque un legame con la storia del calcio lilibetano. Scomparve il tradizionale richiamo figurativo ad Apollo e alla lira che per decenni avevano accompagnato la storia del Marsala, lasciando spazio ad un marchio estremamente pulito, dominato dalla grande “M” bianca su sfondo azzurro e dalla scritta 1912 Marsala nella parte superiore.
Una scelta minimalista, contemporanea e facilmente riconoscibile, pensata per rendere il brand Marsala immediatamente identificabile anche nel panorama della comunicazione digitale.
Non significa dimenticare il passato, al contrario, il riferimento all’anno 1912 mantiene ben saldo il collegamento con le origini del calcio marsalese, nato oltre un secolo fa grazie all’influenza inglese che introdusse questo sport nella città del vino.
La maglia rosa, che ha cambiato prospettiva, che ha diviso… e poi conquistato.
Guardando la nuova collezione viene spontaneo tornare alla seconda maglia della passata stagione. Quel rosa tenue, impreziosito dalle finiture azzurre e dallo storico stemma societario, aveva inizialmente sorpreso gran parte della tifoseria. In molti si chiedevano quale fosse il motivo di una scelta tanto distante dalla tradizione.
Dietro quella decisione c’era un significato preciso, il presidente Angelo Casa non ha mai nascosto il forte legame con Palermo e con i colori rosanero, trasformando quella divisa in un omaggio personale alle proprie radici.
Una scelta identitaria, sincera e coraggiosa che ha contribuito a rendere quella maglia una delle più riconoscibili degli ultimi anni, una scelta fuori dagli schemi che, col tempo, ha trovato anche numerosi estimatori.

La prima maglia 2026/27 rompe con l’azzurro più chiaro delle ultime stagioni per abbracciare un blu intenso, elegante e deciso.
Una scelta cromatica che trasmette forza e personalità, osservandola da vicino emergono i dettagli che fanno la differenza e il vero valore aggiunto è rappresentato dalla raffinata trama sublimata tono su tono che impreziosisce il tessuto; tra le geometrie emergono alcuni dei simboli più rappresentativi della città, dalla Porta Garibaldi ai richiami architettonici del centro storico, quasi a voler trasformare la maglia in una cartolina da indossare.
Il colletto e i bordi bianchi completano una divisa dall’eleganza quasi istituzionale, capace di fondere tradizione e modernità. È una maglia che comunica autorevolezza ed è pensata per rappresentare non soltanto una squadra di calcio, ma un’intera comunità.

La seconda maglia: il tramonto dello Stagnone diventa identità.
Se la prima divisa punta sull’eleganza, la seconda conquista per il suo forte impatto emozionale: la sfumatura che dal giallo si trasforma nell’arancione fino al rosso richiama i tramonti dello Stagnone, uno degli scorci più suggestivi della Sicilia occidentale.
Una scelta cromatica che va oltre l’estetica e racconta uno dei simboli più conosciuti della città di Marsala; le saline, il riflesso del sole sull’acqua e i colori del tramonto trovano spazio su una maglia destinata a distinguersi anche fuori dal terreno di gioco. È un omaggio al territorio.
L’attesa per gli sponsor.
Anche quest’anno resta grande attenzione attorno agli sponsor che accompagneranno il Marsala 1912 nella nuova stagione.
Nella passata annata il marchio che campeggiava sul petto era Cantine Fina, azienda simbolo dell’eccellenza vitivinicola marsalese e partner che ha rappresentato molto più di un semplice sponsor, diventando uno dei simboli della vicinanza tra il club e una delle eccellenze imprenditoriali del territorio. Al momento, la società non ha ancora ufficializzato la composizione definitiva della maglia per la stagione 2026/27, ma non è escluso che la collaborazione con Cantine Fina possa proseguire, confermando un legame che ha contribuito a rafforzare il binomio tra il Marsala 1912 e le eccellenze del territorio lilibetano.
L’identità prima del risultato, negli ultimi anni il Marsala ha attraversato fallimenti, rifondazioni e ricostruzioni, vivendo momenti difficili prima di ritrovare stabilità con il nuovo progetto societario. La nuova governance ha puntato fin dall’inizio su una programmazione chiara, sulla valorizzazione del settore giovanile e sul rafforzamento dell’identità del club. Anche una maglia può diventare parte di questo percorso.
Le divise 2026/27 non sono semplicemente un cambio di colore o un esercizio di stile, sono il manifesto di un club che vuole presentarsi con un’immagine moderna, riconoscibile e profondamente legata alla propria città. Perché una maglia non serve soltanto a vincere una partita, serve a raccontare una storia.
E quella del Marsala 1912 continua ad essere scritta, stagione dopo stagione, con lo stesso orgoglio che da oltre un secolo accompagna i colori della città di Lilibeo.
E se il buongiorno si vede dal guardaroba, il Marsala 1912 sembra aver iniziato la nuova stagione con lo stile delle grandi occasioni.






























