Le medaglie, evidentemente, non bastano. Non bastano un argento e un bronzo olimpici, non bastano i titoli europei, non basta essere a soli ventโ€™anni una delle ginnaste italiane piรน importanti della propria generazione. Manila Esposito lo sta scoprendo sulla propria pelle: sui social cโ€™รจ chi ha preferito discutere del suo fisico, arrivando a definirla โ€œgrassaโ€, anzichรฉ fermarsi davanti a ciรฒ che quel corpo รจ capace di fare.

Ed รจ forse questo lโ€™aspetto piรน assurdo del body shaming applicato allo sport. Il corpo di un atleta non รจ un manichino da passerella. รˆ uno strumento costruito attraverso migliaia di ore di allenamento, sacrifici, cadute, recuperi, dolore e disciplina. Eppure basta una fotografia, unโ€™inquadratura o qualche chilo in piรน rispetto allโ€™immaginario collettivo perchรฉ il campione venga improvvisamente messo da parte e cominci il processo estetico.

Non รจ successo soltanto a Manila. Serena Williams, una delle piรน grandi tenniste della storia, รจ stata per anni bersaglio di commenti sulla propria corporatura. Nel 2021 lโ€™ex tennista Ion Tiriac arrivรฒ pubblicamente a collegare etร  e peso della statunitense alla sua capacitร  di continuare a competere. Come se 23 titoli del Grande Slam potessero improvvisamente pesare meno di una bilancia.

Anche Simone Biles, simbolo mondiale della ginnastica, ha raccontato quanto i commenti ricevuti sul proprio corpo durante lโ€™adolescenza lโ€™avessero fatta sentire profondamente in imbarazzo. E parliamo dellโ€™atleta che avrebbe poi riscritto la storia della propria disciplina.

Piรน recentemente la pallanuotista spagnola Paula Leitรณn, oro olimpico a Parigi 2024, รจ stata bersagliata per la propria corporatura. La sua risposta รจ stata semplice e potentissima: essere orgogliosa del proprio corpo, quello stesso corpo che lโ€™aveva portata sul gradino piรน alto del podio olimpico.

Lo sport dovrebbe insegnarci esattamente il contrario: non esiste un solo corpo capace di vincere. Il fisico di una ginnasta non sarร  quello di una pallanuotista, quello di una velocista sarร  diverso da quello di una pesista. Persino allโ€™interno della stessa disciplina esistono strutture fisiche, caratteristiche e percorsi completamente differenti.

Il problema, allora, non รจ il corpo degli atleti. รˆ lo sguardo di chi pretende di giudicarlo.

I social hanno semplicemente moltiplicato questa tentazione. Dal divano di casa รจ facilissimo spiegare a unโ€™olimpionica quanto dovrebbe pesare o a una tennista quale fisico dovrebbe avere. Molto piรน difficile รจ ricordarsi una cosa elementare: quei corpi fanno cose che la stragrande maggioranza di noi non riuscirebbe neppure a immaginare.

Manila Esposito non deve dimagrire per soddisfare il gusto estetico di qualcuno. Deve stare bene, allenarsi, competere e vivere il proprio sport nelle condizioni migliori possibili.

Il resto lasciamolo alla bilancia piรน inutile di tutte: quella con cui, troppo spesso, sui social pretendiamo di pesare gli altri.