Ecco il ricordo di Piero Pellegrino ๐Œ๐€๐‘๐ˆ๐Ž ๐๐Ž๐’๐’๐€๐Œ๐€๐ˆ, ๐ˆ๐‹ โ€œ๐†๐ˆ๐†๐€๐๐“๐„ ๐๐”๐Ž๐๐Žโ€ ๐‚๐‡๐„ ๐‡๐€ ๐‚๐Ž๐๐๐”๐ˆ๐’๐“๐€๐“๐Ž ๐ˆ๐‹ ๐‚๐”๐Ž๐‘๐„ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐€ ๐‚๐ˆ๐“๐“๐€โ€™ ๐‘‘๐‘– ๐‘ƒ๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘ƒ๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’๐‘”๐‘Ÿ๐‘–๐‘›๐‘œ

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Di Mario Possamai sappiamo tutto e non starรฒ qui a elencare le sue doti tecniche, di giocatore rude ma elegante allo stesso tempo, di ampia visione e dirompente nel suo essere presente in campo. Non elencherรฒ presenze e gol, nรจ capacitร  di dribbling o il suo saperci fare con i giovani, quando -a carriera conclusa- regalรฒ perle di sapienza ai giovani calciatori in erba.
Ci sono calciatori che si ricordano per i gol. Altri per le vittorie. E poi ci sono Uomini che restano nel cuore perchรฉ hanno saputo lasciare un segno piรน profondo del risultato di una partita. Mario Possamai era uno di questi.
Arrivato dalla terra trevigiana fino alla Sicilia, vestรฌ la maglia del Marsala 1912 negli anni Settanta con la naturalezza dei grandi e lโ€™umiltร  dei giusti. Sul campo sembrava una quercia: forte, possente, difficile da superare. Eppure, dietro quella figura imponente, batteva il cuore di un uomo gentile. Per questo il pubblico lo chiamava il โ€œGigante Buonoโ€.
Ogni domenica incantava gli spalti non con gesti plateali, ma con la semplicitร  della classe autentica. Anticipava lโ€™avversario con lโ€™intelligenza prima ancora che con il fisico, trasformando ogni pallone in una lezione di calcio, in gol d’apoteosi che mandavano il pubblico in visibilio. Giocava con eleganza silenziosa, quella dei campioni che non hanno bisogno di esibirsi per essere ammirati.
Marsala lo adottรฒ come uno dei suoi figli, perchรฉ seppe capire lโ€™anima della Sicilia: generosa, passionale, sincera. E lui ricambiรฒ con dedizione, rispetto e amore per quella maglia che indossava come unโ€™onorificenza.
Ma la sua partita piรน bella iniziรฒ quando smise di giocare.
Da allenatore non cercรฒ mai di creare soltanto calciatori. Cercรฒ di formare uomini. Ai giovani regalava ciรฒ che nessun manuale puรฒ insegnare: la pazienza, il rispetto, il valore del sacrificio. Con il suo sorriso sornione, una battuta detta al momento giusto con un simpatico accento misto tra trevigiano e siciliano, e quella saggezza che nasce dallโ€™esperienza vissuta, sapeva trasformare un errore in un insegnamento e una vittoria in un invito allโ€™umiltร . Non alzava mai la voce per imporsi. Bastava il suo esempio.
Era uno di quegli uomini che parlavano poco e insegnavano molto. Vecchio stampo…
Il tempo passa, gli stadi cambiano volto e le generazioni si rincorrono; ma certi nomi continuano a vivere nei racconti di chi cโ€™era e negli occhi di chi ebbe il privilegio di conoscerlo: sono felice di aver vissuto il suo tempo.
Mario Possamai appartiene a quella rara categoria di persone che lasciano unโ€™ereditร  invisibile ma incancellabile: il ricordo di un uomo forte senza essere duro, autorevole senza essere arrogante, grande senza sentirsi mai grande.
Il โ€œGigante Buonoโ€ non ha conquistato soltanto un campo di calcio. Ha conquistato il cuore di una cittร , che lo ha adottato fin dal primo momento.
E finchรฉ qualcuno racconterร  ai piรน giovani di quel trevigiano che arrivรฒ in Sicilia portando con sรฉ talento, umanitร  e saggezza, il nostro Mario continuerร  a giocare la sua partita piรน bella: quella nella memoria e nellโ€™affetto di chi non lo ha mai dimenticato.