Andrea Menga e Giovanni De Carlo, studenti di medicina e protagonisti del progetto The Smuggle, hanno affrontato il Canale di Sicilia in canoa con un obiettivo che va oltre lo sport: sostenere il progetto SAFER, il respiratore neonatale sviluppato dal Politecnico di Milano per i contesti a risorse limitate.
A volte le storie piรน interessanti nascono quasi per caso. ร successo anche questo pomeriggio alla Societร Canottieri Marsala, dove eravamo presenti per seguire la presentazione della nuova Pallacanestro Marsala. Prima della conferenza, perรฒ, una conversazione ha attirato la nostra attenzione: due giovani parlavano di una traversata in canoa da Marsala a Tunisi.
La curiositร ha fatto il resto. Ci siamo avvicinati, abbiamo scambiato qualche battuta e da quella conversazione รจ nata l’intervista ad Andrea Menga e Giovanni De Carlo, protagonisti di un’impresa che unisce sport, medicina e solidarietร .
I due giovani, legati al percorso MEDTEC di Humanitas University e Politecnico di Milano, sono impegnati nel progetto The Smuggle, nato con l’obiettivo di sostenere la ricerca e la futura sperimentazione clinica di SAFER, dispositivo di supporto respiratorio neonatale sviluppato dal Politecnico di Milano e pensato per realtร sanitarie dove le risorse sono limitate.
Quando lo sport diventa uno strumento
L’idea รจ semplice quanto ambiziosa: utilizzare una sfida sportiva per dare visibilitร a una causa sanitaria. Andrea e Giovanni hanno scelto di affrontare il Mediterraneo in canoa surfski, partendo da Marsala e puntando verso Tunisi, attraverso un percorso di circa 273 chilometri.
Dietro la traversata c’รจ infatti un obiettivo che va oltre la conquista sportiva: sostenere lo sviluppo e la validazione di SAFER e il percorso che porterร alla futura sperimentazione clinica in Uganda, con il coinvolgimento di Medici con l’Africa Cuamm.
Una sfida fermata dal mare, non dall’obiettivo
La traversata, perรฒ, non รจ andata secondo i programmi. Le condizioni meteo-marine hanno costretto Andrea e Giovanni a interrompere l’impresa a una cinquantina di chilometri dalla costa africana e a fare ritorno a Marsala.
Una battuta d’arresto che non cancella l’obiettivo. La traversata potrร essere riprovata, perchรฉ quella intrapresa dai due giovani non รจ soltanto una sfida personale, ma il tentativo di mettere le proprie capacitร sportive al servizio di un progetto che guarda alla salute e alla ricerca.
Ed รจ proprio questo a rendere la storia di Andrea Menga e Giovanni De Carlo diversa da una semplice impresa in mare: la canoa รจ il mezzo, la salute dei bambini รจ il vero traguardo.
Abbiamo incontrato i due protagonisti alla Societร Canottieri Marsala e ci siamo fatti raccontare la nascita del progetto, la preparazione della traversata, le difficoltร incontrate in mare e il significato di una sfida nella quale sport, medicina e solidarietร viaggiano sulla stessa rotta.
Questa รจ la loro storia, raccontata direttamente dalle loro parole nella nostra intervista.

































