
TRAPANI, Le vele che si spiegano al vento come simbolo di libertà, giustizia e memoria. Domenica, le acque antistanti la costa trapanese torneranno a colorarsi per la nona edizione della Regata d’Altura “Trofeo Giangiacomo Ciaccio Montalto”.
Più che una competizione sportiva, l’evento rappresenta un appuntamento imprescindibile che fonde la passione per il mare con l’impegno civile. La manifestazione è organizzata dalla Lega Navale Italiana (LNI) – Sezione di Trapani, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e il patrocinio del Comune di Trapani.
Al centro di tutto c’è il ricordo vivo di Giangiacomo Ciaccio Montalto, il magistrato assassinato dalla mafia il 25 gennaio 1983. Un uomo che ha incarnato il coraggio e il senso dello Stato, ma che era anche un profondo amante del mare.
Questa regata nasce proprio per unire quel suo amore viscerale alla necessità di lanciare un messaggio forte di educazione alla legalità, parlando dritto al cuore delle giovani generazioni attraverso il linguaggio universale dello sport.

Ventotto equipaggi per la giustizia
I numeri di questa edizione confermano il radicamento del trofeo nel tessuto sportivo e sociale: sono 28 gli equipaggi iscritti. Sulla linea di partenza, però, non ci saranno solo velisti a caccia del podio, ma cittadini e sportivi uniti per testimoniare la propria vicinanza ai valori di lealtà difesi dal giudice. Spingere la barca tra le onde di Trapani, quest’anno, assume il significato profondo di un posizionamento netto a fianco di chi ha pagato con il sacrificio estremo la difesa della giustizia.
La flotta vedrà la partecipazione di imbarcazioni dal fortissimo valore simbolico. Gli occhi degli appassionati saranno puntati soprattutto sulla “Vega – Ciaccio Montalto”, una barca sottratta alla criminalità (era stata confiscata a degli scafisti) e affidata alla Lega Navale di Trapani. Per l’occasione, la Vega ospiterà a bordo un equipaggio d’eccezione, composto interamente da magistrati.
Non sarà l’unica imbarcazione speciale: un secondo scafo sarà timonato da un equipaggio tutto al femminile composto da rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni. A bordo si alterneranno donne della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto e dell’UEPE, a testimonianza dell’impegno delle donne nelle strutture di governo del territorio.
In acqua scenderanno anche altre barche del progetto nazionale della LNI “Mare di Legalità”, anch’esse confiscate alla criminalità organizzata e restituite alla collettività per scopi sociali e sportivi.

I premi e la rotta della legalità
La giornata di sport non si esaurirà con il rientro in porto. Nel pomeriggio di domenica, durante la cerimonia conclusiva, verranno consegnati i prestigiosi Premi “Lega Navale – Ciaccio Montalto”.
I riconoscimenti quest’anno saranno assegnati a tre personalità del mondo dello sport o della vita civile che si sono distinte nel corso dell’anno per l’eccezionale correttezza, l’etica e l’impegno sociale.
Un concetto, quello della navigazione come metafora di vita e di diritto, ribadito con forza dal presidente della LNI Trapani, Piero Culcasi: «La nostra rotta è la Legalità, la nostra bussola è la coscienza, il nostro coraggio è l’esempio di uomini come Ciaccio Montalto. Il mare ci insegna che per navigare servono una direzione, uno strumento di orientamento e la determinazione di affrontare le onde. Questa regata è il nostro abbraccio corale a chi ha scelto la via stretta della giustizia: lo sport, le istituzioni e la memoria viva rimangono presidi inattaccabili contro la criminalità».
L’appuntamento è dunque per domenica mattina nello specchio acqueo trapanese: una domenica in cui lo sport della vela si fa scudo e bandiera di una comunità che non dimentica.
Giancarlo Marino
































