๐‘‘๐‘– ๐ถ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘š๐‘’๐‘™๐‘œ ๐ผ๐‘™๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ

Sto diventando pesante, lo ammetto. E so di avere giร  affrontato questo argomento in passato. Ma quando una sensazione ritorna puntualmente, forse vale la pena ribadirla.

Una parte della tifoseria marsalese continua ad avere un atteggiamento un poโ€™ snob nei confronti della categoria. Ogni volta che si nomina una squadra meno blasonata, qualcuno storce il naso: โ€œMa davvero dobbiamo giocare contro questi?โ€, โ€œNon se ne puรฒ piรน di queste squadretteโ€, โ€œNoi siamo il Marsalaโ€. Poi, perรฒ, proprio contro queste formazioni finiamo spesso per soffrire o perdere.

Dovremmo averlo capito: nel calcio il nome non concede vantaggi e la storia non porta automaticamente punti in classifica. Il blasone merita rispetto, ma non puรฒ diventare un alibi nรฉ un motivo per sentirsi superiori. Il timore รจ che questa mentalitร  possa passare dalla tribuna allo spogliatoio, contagiando anche i calciatori. Se si entra in campo convinti che la maglia basti per vincere, la partita รจ giร  cominciata male.

โ€œNoi siamo il Marsalaโ€ deve essere una responsabilitร , non una presunzione. Deve significare correre piรน degli altri, onorare ogni pallone, non tirare mai indietro la gamba e rispettare qualsiasi avversario. Non puรฒ trasformarsi in un lasciapassare con il quale pretendere la vittoria prima ancora di averla conquistata sul campo.

Rendiamoci conto, una volta per tutte, che siamo in Eccellenza. รˆ una categoria difficile, ruvida, fatta di campi complicati, seconde palle, contrasti, ritmi spezzati e avversari che contro il Marsala giocano spesso la partita dellโ€™anno. Qui non basta mettere insieme qualche nome importante. Servono giocatori disposti a correre, lottare e sudare dal primo allโ€™ultimo minuto.

Lโ€™esperienza รจ certamente preziosa. Aiuta a gestire i momenti difficili, dร  equilibrio e puรฒ decidere le partite. Ma non puรฒ essere lโ€™unico criterio attorno al quale costruire una squadra. Lโ€™esperienza, senza fame e condizione atletica, rischia di diventare soltanto un curriculum da mostrare. In Eccellenza servono anche giovani pronti a mordere il campo, elementi dinamici e calciatori che sentano ogni partita come unโ€™occasione da conquistare.

Una squadra forte deve avere tecnica, personalitร  ed esperienza, ma anche corsa, intensitร , entusiasmo e spirito di sacrificio. Deve sapersi adattare alla categoria nella quale gioca, perchรฉ pensare di essere superiori allโ€™Eccellenza senza dimostrarlo ogni domenica significa non averla compresa fino in fondo.

Cโ€™รจ poi un altro aspetto che, da marsalese, non riesco a sottovalutare: la marsalesitร  non si compra. Al di lร  del buon Galfano โ€” non a caso migliore in campo contro il San Vito in Coppa Italia โ€” dovโ€™รจ lo zoccolo duro marsalese? Dove sono quei calciatori cresciuti respirando questa cittร , capaci di spiegare agli altri che cosa significhi veramente indossare la maglia azzurra?

Non sto dicendo che debbano giocare soltanto i marsalesi o che chi arriva da fuori non possa affezionarsi alla squadra. Sarebbe un ragionamento miope. Nel corso della sua storia il Marsala รจ stato amato e onorato anche da tanti calciatori non nati qui, diventati marsalesi sul campo per impegno, rispetto e attaccamento. Ma una squadra che rappresenta una cittร  dovrebbe possedere un nucleo identitario, uno zoccolo duro che faccia da ponte tra lo spogliatoio, la maglia e la tifoseria.

I marsalesi in rosa non servono come semplice elemento decorativo o per completare un elenco. Devono essere una presenza viva, riconoscibile, capace di trasmettere senso di appartenenza nei momenti difficili. Quando le cose vanno male, quando la partita si sporca e le gambe diventano pesanti, avere qualcuno che senta quella maglia come una seconda pelle puรฒ fare la differenza.

Senza identitร  si rischia di avere una squadra composta da buoni giocatori, ma non necessariamente una squadra del Marsala. E il calcio, soprattutto a questi livelli, non รจ soltanto tecnica: รจ appartenenza, conoscenza dellโ€™ambiente, capacitร  di reggere le pressioni e volontร  di rappresentare unโ€™intera comunitร .

Abbiamo una storia importante, ma quella storia non deve schiacciarci nรฉ illuderci. Deve obbligarci a fare meglio. Il passato puรฒ indicare la strada, non percorrerla al posto nostro. Per vincere oggi bisogna conoscere la categoria, rispettare tutti e affrontare ogni gara con umiltร  e fame.

Perchรฉ il blasone puรฒ rendere piรน pesante una maglia, ma non la fa correre. A farlo sono le gambe, il sudore, il sacrificio e il senso di appartenenza. E se vogliamo davvero tornare dove pensiamo di meritare, dobbiamo prima dimostrare di saper stare, con serietร  e umiltร , nel campionato in cui ci troviamo.