C’รจ una domanda che da mesi attende una risposta e che, finora, รจ rimasta sospesa tra annunci, dichiarazioni e silenzi: che fine ha fatto il progetto per il futuro dello stadio “Nino Lombardo Angotta”?
Non รจ una questione che riguarda soltanto il Marsala 1912. Riguarda un’intera cittร che continua a convivere con un impianto ormai datato, bisognoso di una profonda riqualificazione e sempre piรน lontano dagli standard che il calcio moderno e gli eventi sportivi richiedono. Ma, soprattutto, riguarda un’opportunitร di sviluppo che rischia di svanire soffocata dalla lentezza della burocrazia e da una politica che, troppo spesso, sembra piรน abile nel promettere che nel realizzare.
Sul tavolo non c’era un progetto qualsiasi. Il presidente del Marsala 1912, Angelo Casa, aveva manifestato la disponibilitร a investire circa sette milioni di euro per trasformare il “Lombardo Angotta” in una struttura moderna, sostenibile, capace di vivere sette giorni su sette e non soltanto nelle domeniche di campionato. Un impianto pensato per ospitare sport, concerti, spettacoli, eventi e servizi, con ricadute economiche che andrebbero ben oltre il rettangolo di gioco.
Un progetto che non nasceva dall’improvvisazione. Il coinvolgimento di professionisti qualificati come Alberto Rigotto, protagonista della realizzazione del nuovo stadio di Udine, dimostrava che dietro quell’idea esisteva una visione concreta.
Eppure, da quel momento, qualcosa si รจ inceppato.
La precedente amministrazione aveva lasciato intendere che il percorso fosse ormai definito. Lo stesso presidente Casa parlava di un’intesa per ottenere un affidamento di lungo periodo, indispensabile per giustificare un investimento cosรฌ rilevante. L’allora assessore allo Sport, ospite di Nicola Donato a canale Due, arrivรฒ persino a indicare una data precisa per la pubblicazione del bando: febbraio 2026 !!
Quel bando, perรฒ, non รจ mai stato pubblicato.
Ed รจ proprio questo il punto sul quale sarebbe doveroso fare piena luce. Perchรฉ tra l’ottimismo di ieri e l’immobilismo di oggi c’รจ un vuoto che nessuno ha ancora spiegato ai cittadini.
Le amministrazioni pubbliche hanno il dovere di rispettare procedure e norme. Nessuno pretende scorciatoie o affidamenti senza gara. Su questo la posizione della sindaca Andreana Patti appare corretta: un bene pubblico deve seguire un percorso amministrativo trasparente e rispettoso della legge.
Ma proprio perchรฉ le regole esistono, viene spontaneo chiedersi perchรฉ il percorso non sia stato avviato nei tempi annunciati. Perchรฉ alimentare aspettative se gli atti necessari non erano pronti? Perchรฉ creare la convinzione che tutto fosse ormai definito quando, evidentemente, mancavano ancora passaggi decisivi?
La politica dovrebbe imparare che gli annunci non sostituiscono gli atti amministrativi. Anzi, quando restano senza seguito, producono l’effetto opposto: alimentano sfiducia, delusione e disillusione.
Oggi il Comune ha scelto la strada della proroga della convenzione fino al 30 giugno 2027. Una soluzione comprensibile nell’immediato, ma che non puรฒ diventare l’ennesimo parcheggio amministrativo. Le proroghe servono a guadagnare tempo, non a perdere altro tempo.
La vera domanda รจ un’altra: esiste ancora la volontร di portare avanti questo progetto? Ci sono interlocuzioni in corso con il Marsala 1912? L’investitore Casa รจ ancora disposto ad attendere oppure il rischio รจ che l’entusiasmo lasci spazio alla rinuncia?
Vogliamo delle risposte .
Perchรฉ le cittร crescono quando la politica crea le condizioni affinchรฉ gli investimenti possano realizzarsi. Si fermano, invece, quando le occasioni restano impantanate tra rinvii, procedure mai concluse e promesse che il tempo finisce per smentire.
Noi stiamo in allerta, pronti a giudicare per il bene della cittaโ.































