di Michelangelo Sala
Mi sono preso qualche giorno di tempo per scrivere ciรฒ che รจ stato Lionel Andres Messi.
Lui รจ stato molto piรน di un fuoriclasse, molto piรน di un mito, รจ stato un sentimento liquido, un’emozione che prende la forma dei nostri ricordi, la percezione di un brivido di piacere che scorre di continuo e che ha riempito lo spazio del nostro cuore.
Ogni sua giocata ha incantato milioni di persone, con gli spettatori che trattenevano il respiro, e persino i tifosi avversari restavano immobili, impotenti di fronte alla bellezza dei suoi gesti e del suo pensiero. Ha avuto la capacitร di trasformare ogni sua giocata in un’opera d’arte estemporanea.
Talvolta mi sono chiesto se sia esistito davvero, o sia stato solo un’illusione ottica, come quei passaggi filtranti che nessun umano poteva vedere.
La bellezza del suo calcio ci lascia in ereditร la certezza che, anche solo per un istante, l’essere umano รจ capace di sfiorare l’infinito.
Ci lascia la nostalgia per un’epoca irripetibile e la gratitudine per averla potuta vivere.
Anche se il calcio ha prodotto e continuerร a produrre campioni straordinari e atleti formidabili sono consapevole che nessuno mi farร emozionare come ha fatto lui.
E di fronte a questa maliconconia, si nasconde il privilegio di avermi fatto amare il calcio come nessuno mai nella storia e di aver dato forma al sentimento trasformando l’astratto in qualcosa di eterno.

































