Undici stagioni calcistiche, oltre venti traslochi, sette cittร diverse, quattro scuole differenti per le nostre figlie. Se vogliamo raccontare la vita della moglie di un calciatore (semi-professionista) inizierei da qui. Aggiungerei, poi, il numero delle domeniche allo stadio e quelle in trasferta, quando possibile. Ma anche i sabati sera trascorsi sul divano a guardare โCโรจ posta per teโ, mangiando rigorosamente riso in bianco e bresaola fresca. E, ancora, interviste, conferenze stampa, premiazioni, sempre con famiglia al seguito.
Se รจ vero che dietro ogni grande uomo cโรจ una grande donna, qui, infatti, ce ne sono ben tre. Sempre presenti, sempre pronte a condividere lโansia prepartita o a smorzare la rabbia dovuta ad una sconfitta immeritata. Perchรฉ la famiglia รจ unita quando si vince e si festeggia con decine di persone, quando si distribuiscono medaglie e si lucidano coppe, ma lo รจ soprattutto quando si perde e tuttโattorno non cโรจ piรน nessuno. E allora ci siamo noi, come meglio riusciamo. Con una pietanza calda, un disegno colorato, un regalino fatto a mano. Non riusciamo certamente a risollevare gli animi, ma siamo consapevoli che una delusione condivisa รจ una delusione che fa meno male.
Non sempre รจ semplice. Sconfitte a parte, ci sono i ritardi degli stipendi, i commenti sugli spalti, le critiche di chi non comprende la vita che abbiamo scelto. Ma se con mio marito guardiamo indietro, ci rendiamo conto di quanta strada abbiamo fatto insieme. Di quante amici abbiamo in giro per la Sicilia. Di quante esperienze abbiamo vissuto. Di quanta bellezza abbiamo esperito. Di quanta โricchezzaโ abbiamo raccolto e che probabilmente avremmo perso rimanendo fermi.
La veritร รจ che cโรจ qualcosโaltro che va oltre il calcio, in cui credo fermamente. Ed รจ la famiglia. Il privilegio di poterla tenere unita, anche quando teoricamente non ce ne sarebbero le premesse. Ma รจ anche la consapevolezza di offrire alle nostre bimbe esperienze che arricchiscono continuamente la loro quotidianitร . Luoghi, culture, dialetti, persone. Soprattutto persone. Quelle che mi aiutano ogni domenica a salire il passeggino da un gradone allโaltro. Quelle che ci fermano per strada semplicemente per offrirci un caffรจ. Quelle che condividono con noi gioie e dolori, diventando presenze costanti nelle nostre vite.
Perchรฉ, alla fine di tutto, penso che il calcio prima o poi passerร , ma tutto quello che rimane va oltre. Oltre i sacrifici, oltre le difficoltร e i cambiamenti, oltre gli scatoloni in giro per casa. E, allora, quando tutto questo finirร , forse potrรฒ dire che ne sarร valsa davvero la pena.






























