Basta ritrovarsi attorno a un tavolo, dopo tanti anni, perchรฉ il tempo improvvisamente torni indietro.ย ย ร bastata una cena, qualche fotografia, un nome pronunciato e subito sono riaffiorati i ricordi. Quelli belli, quelli che il tempo non ha cancellato: le partite, gli allenamenti, le sfide, le risate e quella voglia di giocare a pallacanestro che, da ragazzi, sembrava non potesse finire mai.

Cinquant’anni dopo eccoli assieme.ย ย Una sera speciale per gli ex protagonisti della Pallacanestro Marsala, la squadra che riuniva i ragazzi nati nel 1962 e nel 1963 e che, in quegli anni, rappresentava molto piรน di una semplice formazione giovanile.
Attorno a quel tavolo sono tornati ragazzi, almeno per una sera. Ragazzi che oggi sono diventati professionisti, uomini con vite e responsabilitร diverse, ma che davanti a un ricordo legato a quel pallone a spicchi hanno ritrovato immediatamente lo stesso sorriso di allora.

E cosรฌ la cena si รจ trasformata in un viaggio nel passato. Un viaggio fatto di canestri, trasferte, sfide memorabili e sogni inseguiti insieme. Ma soprattutto di persone. Di quelle persone che hanno condiviso una parte importante della propria vita e che, a distanza di decenni, continuano a sentirsi parte della stessa squadra.
Una squadra, una generazione, una storia
La Pallacanestro Marsala partecipรฒ a tutti i campionati giovanili del tempo, vivendo stagioni intense e ricche di emozioni.
Gli avversari piรน agguerriti erano i ragazzi della Rosmini Erice, contro i quali andarono in scena sfide che ancora oggi, a distanza di tanti anni, vengono ricordate come vere e proprie battaglie sportive.
Due volte la formazione marsalese sfiorรฒ anche il grande sogno delle finali nazionali di categoria. Due percorsi straordinari, interrotti soltanto dalle sconfitte contro Siracusa e Ragusa.
Il risultato, perรฒ, non รจ la cosa piรน importante rimasta di quegli anni.
Perchรฉ da quella squadra sono nati rapporti fraterni, amicizie profonde e legami che continuano ancora oggi. La pallacanestro era il motivo per stare insieme, ma ciรฒ che si costruiva fuori dal campo valeva forse ancora di piรน.
Erano gli anni dellโArena Garibaldi, del campo dellโex pallone pressostatico e del campetto dellโIstituto Agrario.
Campi allโaperto, spesso lontani dalle strutture moderne di oggi. Ma a quei ragazzi bastavano un pallone, due canestri e una partita da giocare.ย ย Si correva, si sudava, si cadeva e ci si rialzava. Si imparava a vincere, ma soprattutto a perdere. Si imparava il rispetto dellโavversario, il sacrificio e il valore del gruppo.
E forse proprio per questo quei ricordi sono rimasti cosรฌ forti.ย ย Perchรฉ erano anni semplici, ma pieni di sogni.
A guidare quei giovani cโerano Vito Grillo, Vito Gandolfo e Maurizio Albertini, insieme al professor Paolo Sata, storico preparatore atletico.
Allenatori, ma anche figure importanti nella crescita umana di quei ragazzi. Persone che ancora oggi vengono accolte con affetto e gratitudine e che, durante la cena, hanno avuto modo di ripercorrere insieme ai loro ex giocatori aneddoti, episodi curiosi e partite ormai entrate nella memoria di tutti.

E poi cโerano loro, gli atleti che l’altra sera hanno trascorso una sera speciale : Alfonso Cascoschi, Maurizio Marino, Danilo Gambina, Adriano Del Puglia, Vincenzo DโUrso, Franco Ciattolo Volpe, Ignazio Adamo, Salvatore Giacalone, Vito Montalto, Peppe Gandolfo, Fulvio Marino.ย Con loro presente nello spirito anche l’indimenticato Giovanni Piazza , leader della squadra con Ignazio Adamo
Giovanni Piazza e Ignazio Adamo, due protagonisti capaci di trascinare la squadra, ma anche di dar vita a una piccola sfida personale che oggi fa sorridere.ย ย La gara era semplice: chi segnava piรน canestri?
Una competizione nella competizione, fatta di talento, orgoglio e quella sana rivalitร che appartiene allo sport piรน autentico.
E chissร quante volte, durante quella cena, qualcuno avrร ricordato un canestro di Piazza o uno di Adamo. Perchรฉ certe azioni non hanno bisogno di essere registrate su una videocassetta per rimanere nella memoria.
Tanta bella gente attorno a quel tavolo .ย Un elenco di nomi che, per chi ha vissuto quegli anni, racconta molto piรน di una semplice cena.ย ย Racconta una squadra.ย ย Racconta una generazione.ย Racconta un pezzo della pallacanestro marsalese.ย E racconta soprattutto una bellissima pagina di vita.

E tra quei ricordi cโera anche Giovanni
In quella tavolata, come detto, mancava Giovanni Piazza, ma il suo ricordo รจ stato naturalmente parte della serata.
ร bastato parlare di quegli anni, delle partite, dei compagni e di quelle sfide vissute insieme perchรฉ Giovanni tornasse, attraverso i ricordi, a sedersi idealmente accanto a loro.
Perchรฉ ci sono persone che continuano ad accompagnarci nel tempo, attraverso un aneddoto, una risata, una fotografia o semplicemente il ricordo di un momento vissuto insieme.
E cosรฌ, mentre gli altri ricordavano quella Pallacanestro Marsala e la loro gioventรน, Giovanni era lรฌ, silenziosamente presente nei loro pensieri.
Un compagno di squadra, un amico, uno dei ragazzi di quella splendida generazione.
Da qualche parte a guardarci, ma per sempre nel cuore. โค๏ธ
Il tempo passa. La passione resta.
Forse รจ proprio questo il miracolo dello sport.ย ย La capacitร di fermare il tempo.
Per una sera quei ragazzi del โ62 e del โ63 sono tornati giovani. Sono tornati a correre dietro a un pallone, a discutere per un fallo, a festeggiare un canestro, a soffrire per una sconfitta.ย ย Sono tornati a essere quelli che avevano un sogno davanti e un campo da basket sul quale provare a realizzarlo.ย ย Oggi hanno qualche capello bianco in piรน, professioni, famiglie, responsabilitร e storie diverse.
Ma รจ bastato parlare di pallacanestro per ritrovare qualcosa che il tempo non รจ riuscito a portare via.
La Pallacanestro Marsala ha regalato loro partite e campionati, ma soprattutto amicizie, valori, emozioni e ricordi.
E forse รจ proprio questo il senso piรน bello dello sport.
I risultati finiscono negli almanacchi.
Le persone, invece, restano nel cuore.
E certi canestri, quelli piรน importanti, non smettono mai di entrare.































