Quella di Nino Palermo col Marsalaย รจ una storia che non potrร mai essere dimenticata. Una storia scritta con il sudore, la passione e l’orgoglio di appartenere a una terra.

In questo servizio, vi proponiamo un tuffo commovente nella memoria del nostro calcio riportando un paragrafo del libro โAzzurro come Marsalaโ scritto dal giornalista Salvatore Lo Presti, scomparso esattamente due anni addietro e de “Il Marsala racconta” dell’ apprezzato scrittore Umberto Li Gioi, marsalese di adozione.
ร il ritratto intimo e fiero di Nino Palermo, lo storico capitano del Marsala 1912 scomparso nella giornata di mercoledi, l’uomo che detiene il record assoluto di presenze con la maglia azzurra (362 battaglie) e che ha โfirmatoโ il millesimo gol azzurro del dopoguerra. Un โviaggioโ che va dai campionati nebbiosi con le giovanili dell’Inter fino al ritorno a casa, guidato dal richiamo irresistibile di quel colore che per lui รจ sempre stato una seconda pelle. Una testimonianza d’altri tempi, fatta di treni persi, rifiuti fieri a compromessi umilianti e un amore viscerale per la sua cittร .
Buona lettura โฆ

Nino Palermo, marsalese record
* di Salvatore Lo Presti (da AZZURRO COME MARSALA, 2015, Libridine Editore)
(โฆ.) Marsalese purosangue, Nino Palermo aveva tirato i primi calci fra i pulcini dellโOlympia di โdon Andreaโ Parrinello ma, giovanissimo, si era trasferito a Milano con la famiglia quando il padre, artigiano bottaio, aveva cercato fortuna al Nord. Era lโinizio degli anni โsessantaโ ed il โboomโ favoriva ancora migrazioni interne piรน o meno massicce, nellโambito della ricerca di quel precario equilibrio fra risorse e mano dโopera che ha sempre rappresentato un grosso handicap per il raggiungimento di una definitiva ed accettabile stabilizzazione socioeconomica del paese. Era il periodo in cui lโInter, sotto la guida chiassosa di Herrera, e grazie alla liquiditร di Angelo Moratti ed al proficuo e capillare lavoro di Italo Allodi, cominciava a cogliere i primi successi di un ciclo che lโavrebbe portata ai vertici europei e mondiali nelle competizioni per club. Nelle minori interiste, sotto la guida di Maino Neri, il giovanissimo Nino Palermo iniziรฒ la trafila con centinaia e centinaia di giovani promettenti; una trafila fatta di allenamenti e di speranze, di lunghi spostamenti in filobus coi libri sotto braccio e di accanite partite, la domenica mattina, nei campionati di categoria sui campi sovente nebbiosi dellโhinterland.
Poi, il primo โsaltoโ. โLโInter โ mi ha raccontato Nino Palermoโ mi cedette in IV Serie alla Vogherese, con la cui maglia disputai i miei primi due campionati da semiprofessionista, in una squadra in cui fra gli altri giocava anche Facchin, un attaccante che avrebbe avuto, nellโarco di una buona carriera, momenti di grande notorietร . Dalla Vogherese mi prelevรฒ lโAlessandria (serie B), nellโanno in cui era allenata dallโungherese Lazslo Szekely. Ad Alessandria subii un serio infortunio che mi costrinse ad una lunga convalescenza. Nel frattempo Szekely venne esonerato e sostituito da Francisco Lojacono, lโargentino. Risultato: rimasi, praticamente, un anno e mezzo fermo. Pensavo di aver finito prima di cominciare la mia carriera calcistica e me ne tornai a Marsala, con lโintenzione di inserirmi nel mondo del lavoroโ.
โDi quel periodo conservo, malgrado tutto, ricordi estremamente piacevoli, ha continuato Nino Palermo, i ricordi dei grandi entusiasmi di ragazzino, dei provini sostenuti col cuore in gola, alla ricerca di un cartellino da firmare, di un posto in una squadra. Prima di andare ai ragazzi dellโInter, per esempio, avevo sostenuto una prova a Milanello. Ci avevano opposto ad un gruppo di titolari del Milan fra cui Altafini. Contro lโInter invece, sostenni una prova col Varese, che giร allora mi voleva, prima che passassi allโAlessandria. Giocai contro Pedro Manfredini, che credo fosse in prova, e al termine della partita Helenio Herrera ebbe parole molto lusinghiere per me, disse che ero quello che gli era piaciuto di piรน del Varese, un Varese in cui giocava gente come Ferrario e Nestor Combinโ.
Rientrato a Marsala dunque, Palermo non pensava neanche lontanamente di avere qualcosa da dire ancora nel calcio. โE invece arrivรฒ Vergazzola, che mi conosceva (era la primavera del โ67) da anni e che mi chiese di tornare a giocare. In un primo tempo io risposi decisamente di no. Non ci pensavo neanche a ricominciare. Mi ero messo ad aiutare mio fratello nella conduzione di un esercizio di parrucchiere per signora. Poi perรฒ, dopo aver assistito a un derby di Coppa Italia col Trapani, scattรฒ la molla. Mi tornรฒ la voglia di giocare e cedetti alle insistenze di Vergazzola. Ma ero ancora vincolato con la Vogherese che inizialmente non ne volle sentire di cedermi definitivamente e mi lasciรฒ solo in prestito al Marsalaโ.
Nino Palermo esordรฌ dunque in maglia azzurra nella giornata inaugurale del campionato 67-68, il 24 settembre del 1967, a Barcellona-Pozzo di Gotto, sul campo della Nuova Igea, in una partita che il Marsala pareggiรฒ sul campo, ma vinse poi a tavolino per irregolaritร nel tesseramento di un giocatore avversario. โFu un campionato appassionante fino allโultimo โ mi ha raccontato Nino Palermo โ fino allo spareggio della Favorita contro lโAcquapozzillo, ricorda Palermo, una partita che non sembrava affatto di Serie D e che certamente i tifosi palermitani, numerosissimi insieme ai cinquemila marsalesi ed ai due o tremila acesi che gremivano lo stadio quel giorno, ricordano ancoraโ.
โA quello spareggio cโeravamo arrivati anche per una mia ingenuitร . Ingenuitร di capitano giovane. Perchรฉ nel vivo degli incidenti sul campo della Palmese โ prosegue Palermo โ nella partita che dapprima ci dettero vinta ma della quale poi la CAF ripristinรฒ il risultato acquisito sul campo, lโarbitro mi disse: โState tranquilli, che tanto la vincete a tavolino la partita. E almeno usciamo senza problemi da questa bolgiaโ. Io mi fidai e… il resto lo sapete: la promozione dovemmo sudarcela fino allo spareggio.
Comunque quello del โ68 resta per me il campionato piรน bello, piรน esaltante, fra quelli che ho giocato a Marsalaโ. โCon la promozione perรฒ i miei problemi non erano affatto finiti. Perchรฉ ero ancora della Vogherese, e solo in prestito al Marsala. Dopo aver visto che avevo ripreso a giocare, ed a buon livello, la mia vecchia societร voleva darmi ancora al Varese, che nel frattempo si era fatto nuovamente sotto per avermi. Il presidente Scimemi condusse una trattativa lunga ed a tratti piuttosto ingarbugliata, non sempre ortodossa. Alla fine, pochi giorni dopo lo spareggio, dovetti andare personalmente a Voghera a risolvere io la delicata questione. Cosรฌ alla fine riuscii ad avere lo svincolo: il Marsala pagรฒ 8 milioni, io dovetti aggiungerne altri 4 per convincere i dirigenti vogheresiโ.
In quegli anni Nino Palermo si era giocato, suo malgrado, in circostanze…, piccanti, le residue possibilitร di una carriera calcistica ad alto livello. Fu quando un notissimo โmediatoreโ, uno di quelli che dettavano legge al โcalcio-mercatoโ, gli offrรฌ unโeccellente sistemazione a livello professionistico a condizione che gli facesse constatare personalmente, nella sua camera dellโHotel Hilton, la sua โintegritร fisicaโ. Nino Palermo, che era perfettamente al corrente della fama del suo interlocutore, cui erano attribuiti gustiโฆ polivalenti, replicรฒ con uno sdegnato rifiuto e si precluse quella chance dรฌ carriera.
Le soddisfazioni tuttavia non gli sono mancate con la maglia del Marsala, che ha indossato per undici stagioni, conquistando il prestigioso record assoluto delle presenze in azzurro (362 partite) e segnando personalmente il millesimo gol di campionato (spareggi compresi) del Marsala nel dopoguerra, a partire cioรจ dal campionato โ46-47. Gol segnato a Castelvetrano, contro la Folgore, nel campionato โ71-72.
โSono felice ed orgoglioso ad un tempo โ mi ha confessato Nino Palermo โ da marsalese, di aver indossato per undici anni la maglia azzurra cui credo di aver dato piรน di quanto essa ha dato a me, al di lร delle numerose ed appaganti soddisfazioniโ. Nino Palermo sarebbe stato protagonista anche della seconda promozione del Marsala nellโarco di cinque anni, quella del โ72-73. โNon eravamo partiti per vincere, quellโanno โ ricorda Palermo โ anche perchรฉ avevamo un presidente molto giovane, Silvano Lombardo, ed una societร in condizioni economiche piuttosto pesanti. Spesso non prendevamo gli stipendi per parecchio tempo, coi premi riuscivamo sรฌ e no a mettere insieme i soldi per la spesa. Ad un certo punto ci siamo venuti a trovare staccati di ben sette punti dalla Leonzio. Sembravamo spacciati ed invece con una progressione eccezionale, con girone di ritorno strepitoso, venimmo fuori di prepotenza , nel finale. Merito in gran parte di Carlo Matteucci che, insieme con Lenzi e Veneranda, รจ stato fra i migliori tecnici che io abbia avuto nella mia carrieraโ.
Eppure fra i due campionati vinti, con la maglia del Marsala, da Nino Palermo, cโรจ una netta distinzione, e non solo nelle vicende che ne hanno caratterizzato lโepilogo.
โIl primo anno il pubblico, i tifosi erano molto vicini alla squadra. Ricordo che spesso il lunedรฌ ci invitavano, ora in un villino ora in un altro, per festeggiare le vittorie ma anche per farci sentire che erano con noi. Ed importante era la calda presenza di un sacerdote, padre Genna, che era nostro tifoso accanito oltre che consigliere spiritualeโ.
โNel โ73 invece, con Matteucci, la squadra era piรน modernamente organizzata sul piano del gioco, tecnicamente piรน matura e sapeva sfruttare tatticamente ogni situazione appena favorevole. Per esempio io ero uno di quelli che sfruttavano la fascia destra con schemi prestabiliti. E sui nostri cross da destra Peronace segnรฒ diversi gol. Inoltre avevamo una preparazione davvero eccellenteโ.
Anche nei derby col Trapani Nino Palermo รจ stato per lunghi anni protagonista. โContro i granata ho sempre giocato grosse partite โ mi ha raccontato โ anche se soltanto in unโamichevole, su rigore, sono riuscito a far gol. Comunque ho avuto la soddisfazione di essere uno dei pochi giocatori del Marsala, e forse lโunico marsalese, richiesto dal Trapaniโ.
Dopo aver smesso, alla conclusione del suo undicesimo campionato consecutivo con la maglia del Marsala, nel 1977-78, Nino Palermo ha tentato la carriera di allenatore. E stato per una stagione a Soverato, in Calabria, ma poi ha realizzato finalmente un suo vecchio pallino: ha creato e messo su una scuola di calcio per bambini, e parallelamente, nellโambito dei nuovi programmi del CONI, ha contribuito a portare il calcio nelle scuole. Dove si realizza compiutamente perรฒ รจ nel campo di gioco che ha messo su in un terreno ottenuto in concessione, e dove tutti i giorni, dalle 14 alle 20, insegna i segreti del calcio a ciurme di ragazzini fra i sette ed i dodici anni smaniosi di emulare le gesta degli idoli dei loro anni cosรฌ spensierati e felici.

Dal Libro “Il Marsala racconta” ( 2022, Urbone Publishing) di Umberto Li Gioi
Antonino “Nino” Palermo, altro marsalese difensore, classe 1944, era arrivato al Marsala in un modo che potremmo, senza enfasi, definire “incredibile”. Grazie anche a una serie di coincidenze concomitanti e soprattutto alla ferrea volontร di Sergio Vergazzola, divenuto presto direttore tecnico in quell’organico affidato a Vasco Lenzi. Vergazzola addirittura aveva fatto dell’acquisto del centromediano una “conditio sine qua non” per rimanere a Capo Boeo. –ย Dopo i primi calci nell’Olimpia di Don Andrea Parrinello-ย racconta Palermo – ero passato alle giovanili dell’Inter e quindi portato al Voghera in Serie D, da mister Facchin. Quando poi era giร stato ceduto dall’Alessandria, durante un amichevole con la casacca dei grigi mi infortunai. A Voghera furono tanto onesti da restituire i soldi alla societร piemontese e grazie al medico dell’Inter ripresi a giocare nel piรน breve tempo possibile. Tornai cosรฌ a indossare la maglia rossonera del Voghera. Il caso volle che sul finire del campionato ’66-’67, durante il sentitissimo derby di Pavia commisi un brutto fallo sull’attaccante pavese Zucchinali, ex bomber del Trapani, un giocatore velocissimo e imprevedibile. Un giocatore che io conoscevo di fama per i suoi trascorsi in maglia granata, senza dubbio un grande attaccante. Mi beccai due giornate di squalifica e chiesi di poter tornare a casa a Marsala in vacanza. Alla fine del torneo mancavano solo quattro gare e ormai nulla avevamo piรน da chiedere alla classifica. Dissi che ero pronto a rinunciare a un mese di stipendio, ma la societร rossonera fu talmente corretta da onorare in pieno gli impegni economici. Mi lasciarono cosรฌ andare con la promessa di rientrare nella ripresa della preparazione. Avevo voglia di rivedere il mare, che nel mio cuore non avevo mai potuto sostituire con il cloro delle seppur bellissime piscine che avevo a disposizione in Lombardia. Tornato in Sicilia iniziai a dividere le mie giornate tra la spiaggia e la parrucchieria di mio fratello, sita tra l’altro a pochi passi dalla sede del Marsala, in via Vaccari. Lo venne a sapere il direttore tecnico Sergio Vergazzola, che mi conosceva in quanto originario di La Spezia. Mi aveva visto in allenamento, chiese cosรฌ alla societร di acquistarmi, affermando che con me avremmo tranquillamente potuto vincere il campionato, Serie D 67-’68. Alcuni dirigenti mi vennero a trovare e mi invitarono a pranzo in trattoria. Insistettero parecchio, intuendo la mia riluttanza dovuta al fatto che avevo compreso le loro intenzioni. Infatti dichiararono senza troppe esitazioni che avrebbero contattato il Voghera telefonicamente per ottenere il mio trasferimento a Marsala. Dissi perรฒ che non se ne sarebbe potuto far nulla, dato che avevo dato la mia parola che sarei tornato in Lombardia e per me la parola valeva piรน di ogni altra cosa.ย ย Non se ne fece nulla almeno quella volta, ma Vergazzola tornรฒ alla carica. Mi invitarono nuovamente a pranzo e stavolta fu lo stesso tecnico spezzino a partecipare. Mi disse che aveva insistito perchรฉ io ero a suo parere la “ciliegina sulla torta” per quella squadra. Lo stopper che gli serviva, visto il mio coraggio in campo e soprattutto il mio stacco di testa. Uno stacco, mi disse, che nessun altro possiede. Mi offrirono una cifra quattro volte superiore a quello che percepivo al Voghera. I miei genitori, ai quali avevo chiesto un consiglio, mi lasciarono libero di decidere. Sarebbero stati contenti di avermi di nuovo a Marsala, ma la scelta definitiva sarebbe spettata a me. Cosรฌ fui io a scegliere, io e soltanto io. Tornai giu’ per indossare la maglia del Marsala, azzurra come quel mare che ebbe un valore importante nella mia scelta, una maglia che divenne la mia seconda pelle. “
Presidente del Marsala allora era Pietro Scimemi, personaggioย notissimo in cittร per la sua lunga militanza nel Partito Socialista di cui era segretario. In quell’occasione delle trattative che lo portarono in azzurro, Nino Palermo ricorda un aneddoto – Eravamo all’hotel Gallia di Milano, dove allora si svolgeva la sessione estiva del calciomercato. Il presidente Scimemi era presente per concludere alcuni affari, in attesa di andare a Varese, cittร di origine della moglie. Una mattina mi chiese di andare alla reception e far mandare l’annuncio che qualcuno lo cercava al telefono. Il tutto per far “riecheggiare” il nome della societร azzurra alle orecchie di tutti i presenti. Sorrisi divertito. E cosรฌ, poco dopo, l’altoparlante diffuse l’annuncio ” il Presidente del Marsala, dottor Piero Scimemi, รจ desiderato al telefono” . Lui, senza battere ciglio, entrรฒ nella cabina riservata, perse alcuni minuti e uscรฌ, con il viso soddisfatto, proprio come se avesse parlato con qualcuno che gli aveva appena dato una buona notiziaย –































